DICEMBRE 2010

 

 

Jean Louis Bonnet - Libourne / Francia

Quali valori culturali o religiosi desideri promuovere?

 

Le esperienze acquisite durante i miei numerosi viaggi mi hanno insegnato molto sui molteplici modi di condizionare i comportamenti. Queste esperienze mi hanno offerto uno sguardo decentrato sul mondo e mi hanno mostrato come le culture e le religioni siano manipolate. Una manipolazione che è sempre stata destinata a trasmettere una serie di concetti attraverso i quali i gruppi possono ritrovarsi e identificarsi. Questi diversi tipi di autorità nascondono la nostra conoscenza innata e ci portano ad agire secondo una percezione limitata dell' infinità di ciò che in verità siamo. Questo è in totale disaccordo con le mie azioni che sono volte a tentanre di liberare le persone da questo condizionamento. Va da sé che non mi riferisco ad una cultura, nazionalità o religione in particolare, io non cerco alcuna affiliazione ad un movimento e non ho l'obiettivo di convincere nessuno della mia personale visione. Il mio unico desiderio è di vivere considerando il mondo nella sua interezza e interculturalità, continuando il mio impegno nel portare i miei lettori verso una coscienza libera e spirituale.

 



Ana Jimenez Vargas - Medellin / Colombia

Visualizzi la creatività scientifica o artistica come il logico risultato del ragionamento del pensiero o come l'apparizione di qualcosa di misterioso?

 

La creatività, nella suo intendimento di base, è paragonabile alla nascita di un neonato. La vera creazione è la nascita di qualcosa di completamente nuova nell'universo fisico e materiale che noi percepiamo. Non può essere soltanto il risultato di un ragionamento logico. La creatività avviene solo con una visione penetrante in qualcosa che prima era sconosciuto. Richiede una capacità intuitiva che consenta un tuffo nel campo del mistero, prima di completarla nella sfera del conosciuto.

 



Mourad Messaoud - Biserta / Tunisia

Ci può dire qual'è l'apice della ricerca del sé?

 

Permettetemi innanzitutto di definire cosa intendo per la ricerca del sé: si tratta di un'indagine introspettiva, seguita da una vera e propria sfida in ciascuna delle nostre convinzioni. La stessa ricerca è quindi un'analisi individuale della nostra personalità, un esercizio attraverso il quale capiamo che la nostra personalità è composta da diverse maschere. La stessa ricerca è in realtà un incrocio delle maschere che ci imprigionano. Il risultato di questa indagine non può che avere come conseguenza la liberazione da queste maschere. Una conclusione che ci porta alla fine in una dimensione dove non c'è né un sé, né un ego, ma un vuoto. Una dimensione nella quale regnano il silenzio e la chiarezza e in cui possiamo raggiungere un perfetto stato di contemplazione della realtà.

 



Olga Tomas Ozores - Elche / Spagna

Il tuo romanzo è, tra le altre cose, un'avventura umana vissuta attraverso gli elementi naturali. Una natura che oggi è minacciata e con essa l'intera esistenza. Quali azioni potrebbero essere causa di questo risultato?

 

La risposta alla tua domanda si può riassumere brevemente: abbiamo bisogno di riesaminare l'avidità umana. Se guardiamo alla storia scopriamo che l'uomo ha vissuto a lungo in armonia con la natura. Poi, cominciò a sentirsi padrone di questa natura e credette di avere il diritto di sfruttarla a proprio vantaggio. Al fine di aumentare la sua prosperità ne ha fatto un uso proporzionato, con le conseguenze che vediamo oggi e che si riperquoteranno sulle generazioni future. Dato che l'avidità umana non ha limiti, la terra ha iniziato a rispondere, perché, proprio come il nostro corpo, il nostro pianeta è un organismo biologico basato su un complesso equilibrio. E come tutti gli organismi, quando il suo equilibrio viene perturbato, esso risponde. L'unica soluzione possibile è quella di trovare un giusto rapporto con la natura e con la nostra stessa natura, al fine di ristabilire questo equilibrio. Dobbiamo rivedere la finalità dei comportamenti che ambiscono a soddisfare i desideri illimitati derivanti dall'avidità umana e adattare questi comportamenti alle opportunità di un pianeta che ha dei limiti.

 



Nicole Peng - Kuala Lumpur / Malesia

Che tecnica di meditazione suggerisci?

 

Praticare la meditazione non è altro che un atto di liberazione che non richiede un particolare metodo o tecnica. Va vissuta con l'atteggiamento di pura contemplazione e consiste in uno stato di coscienza che permette l'osservazione del reale e non di ciò che pensiamo sia reale. Si tratta di una esperienza durante la quale percepiamo ciò che esiste, senza cercare di pensare o di razionalizzare. Quindi non c'è nessun sforzo da compiere, nessun compito da svolgere. Significa solo essere in uno stato di presenza attenta e pronta per quanto riguarda il mondo e se stessi. E' sia un'esperienza di pienezza persistente ma anche un'esperienza molto semplice da vivere. E questo è, probabilmente, il punto dove risiedono tutte le difficoltà.