FEBBRAIO 2012

 

 

Bernard Gaboraud - Montpellier / Francia


Una persona, o un gruppo di persone, di solito vengono classificati in base alle loro differenze culturali o razziali, come si può garantire che queste differenze non incoraggino il razzismo o il pregiudizio all'interno della società?

 

Personalmente ritengo che non sia opportuno giudicare qualcuno in base alla suarazza, nazionalità o alle possibili differenze culturali. E’ meglio concentrarsi su valori univoci della persona, in sostanza, ciò che ci rende tutti diversi gli uni dagli altri sono le nostre ambizioni nella vita e i valori sui qualisono basate queste ambizioni. Penso che sia importante che ognuno di noi sia conosciuto per i propri tratti caratteriali unici, piuttosto che essere giudicato in base ai risultati delle apparenze esteriori.

 


 

Jenette Peterson - Dallas / Texas


Qual è il collegamento tra i tuoi scritti filofinzionisti e la nostra realtà quotidiana?

 

Il genere filofinzionista permette esperienze di dialogo attraverso le quali i lettori vengono trasportati in un mondo immateriale, dove possono espandere ulteriormente il loro modo di pensare. Quando scrivo usando questo genere, cerco costantemente di creare un equilibrio tra la filosofia e la spiritualità, così come tra la razionalità e le emozioni. Per questo motivoutilizzo e mi affidoalle mie osservazioni ed esperienze, in contrasto con il pensiero razionale, perché sento che questo favorisceun apprendimento che si integra più facilmente con la conoscenza interiore. Quando accettiamo una particolare teoria, concetto o paradigma, non solo mettiamo fine alla ricerca di conoscenza, e quindi alle nostre domande, ma anche indirettamente siamo impediti dall’accettare una realtà alternativa. Perciò, preferisco osservare direttamente la realtà nel suo complesso, invece chenei suoi tanti frammenti, perché è un metodo di percezione che va intellettualmente e teoricamente oltre i concetti categorizzati.

 



Kelly Van Wert - Brisbane / Australia


Quando il distacco rischia di trasformarsi in indifferenza?

 

Quando ci rendiamo conto della caducità di ogni situazione, prendiamo anche coscienza della precarietà di tutta la materia, questo vale sia per le situazioni piacevoli che per quelle dolorose. Provare distacco a seguito di questa realizzazione, non significa che ci piaceràmeno ciò che la vita ha da offrirci ; anzi, essere consapevoli ed accettare il fatto che il cambiamento è inevitabile, ci permette di godere la vita con grande piacere, perché diveniamopiù consapevoli della sua temporaneità.

 


 

Dhara Kothari - Mumbai / India


Considerando le principali religioni del mondo : cristianesimo, islam,  giudaismo, buddismo e induismo, quale pensi siala più spirituale?

 

La totalità dei nostri pensieri forma le nostre convinzioni che spesso consideriamo come verità assolute, all’opposto, l'innovazione costante rafforza il nostro potere interiore. Le nostre convinzioni, per via della loro natura fissa e inflessibile, non possono essere utilizzate come fonti affidabili di orientamento in un mondo che, al contrario, è in continua evoluzione. Le religioni sono solo un assortimento di credenze e di praticheche spesso diventano abitudini, a loro volta frutto di abitudini copiatedalle generazioni precedenti, questo significa che non c'è spazio per creare qualcosa di nuovo. La spiritualità, d'altro canto, non è il risultato delle nostre convinzioni, ma del nostro stato di coscienza. Quanto più identifichiamo e definiamo noi stessi per ciò che crediamo, tanto più abbandoniamo la dimensione spirituale che è in noi. Al contrario, il percorso della spiritualità è un viaggio che necessita libertàtotale dalle teorie, dalle credenze, dai dogmi e dalla materia.